Quali sono i titoli abilitativi da utilizzare per effettuare lavori edili in casa?
- geomseverinofoglietta

- 6 ago 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Con il decreto legge n. 222 del 2016 (decreto legge Madia ) sono state introdotte un insieme di misure volte alla semplificazione, in modo che i cittadini abbiano certezze sulle regole da seguire per effettuare i lavori in casa, ed allo stesso tempo con meno adempimenti e meno burocrazia.
Per la demolizione e ricostruzione di un tramezzo nel proprio appartamento si deve presentare una C.I.L.A. o una S.C.I.A. oppure basta una semplice comunicazione di edilizia libera al Comune?
La complessità delle norme in edilizia rende spesso difficile comprendere le procedure da seguire, infatti la documentazione e il titolo abilitativo vria caso per caso, di conseguenza effettuare un lavoro nella propria abitazione può mettere alla prova la pazienza dei cittadini che si trovano dinanzi a pratiche burocratiche che si configurano come un vero e proprio percorso ad ostacoli.
Regole, moduli, documentazione da presentare cambiano a seconda della Regione o del Comune; spesso devono rivolgersi ad amministrazioni diverse per la stessa pratica.

E' in queste problematiche che interviene il decreto legge Madia (d.l. n. 222 del 2016), dal nome del ministro che l’ha redatto e che introduce un pacchetto di misure volte alla semplificazione ed a garantire a cittadini e imprese certezze sull'iter da seguire e sulle regole da rispettare per avviare un lavoro in casa, con tempi certi e un unico sportello a cui rivolgersi.
Il decreto riporta l’elenco degli interventi edilizi e per ognuno di essi indica quale tipo di pratica occorre presentare, oppure se si tratta di un’attività libera che non richiede alcun adempimento. Va sottolineato che è stata eliminata la comunicazione di inizio lavori (C.I.L.) e gli interventi per cui era prevista tale comunicazione al Comune oggi sono considerati liberi. Le Regioni e i Comuni sono tenuti ad adeguarsi alle nuove norme entro il 30 giugno 2017.
Di seguito si riporta nel dettaglio quali titoli abilitativi servono per gli interventi edilizi più comuni:
§ Manutenzione ordinaria (interventi che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti: attività edilizia libera.
§ Manutenzione straordinaria pesante (interventi edilizi per conservare l’edificio e assicurarne la funzionalità quali il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio): S.C.I.A.
§ Manutenzione straordinaria leggera (sono intese le opere necessarie a sostituire parti di edifici non alterando però la volumetria complessiva degli edifici e senza che vi siano mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso): occorre la C.I.L.A.
§ Ristrutturazione edilizia semplice o leggera (sono tali le opere quali il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’emissione e la modifica di nuovi elementi ed impianti a patto che non si aumenti il volume complessivo, non si modifichi la sagoma di edifici vincolati, non vi siano mutamenti d’uso): attività edilizia libera.
§ Ristrutturazione pesante che porti ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comporti modifiche della volumetria complessiva degli edifici: in tal caso occorre la S.C.I.A.
§ Restauro e risanamento conservativo leggero (sono compresi interventi di ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso): C.I.L.A.
§ Installazione di pompe di calore di potenza termina utile nominale inferiore a 12 kw: attività edilizia libera.
§ Eliminazione delle barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio: attività edilizia libera. #titoliabilitativi #pratiche #pratichecomunali #titoliedilizi #geometra #studiotecnico




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